Con "radiazione elettromagnetica" si indica un insieme molto ampio di fenomeni, dalla corrente che scorre nei cavi di casa fino alle onde radio della telefonia mobile. Per orientarsi è utile distinguere due grandi famiglie: i campi a bassa frequenza, generati dalla rete elettrica a 50 Hz, e i campi ad alta frequenza o a radiofrequenza, prodotti da antenne, router e dispositivi wireless.
Vicino a cavi, quadri elettrici e trasformatori troviamo campi elettrici (misurati in volt al metro) e campi magnetici (misurati in microtesla o nanotesla). I primi si schermano con materiali conduttivi collegati a terra; i secondi sono più difficili da attenuare e richiedono strategie specifiche, a partire da una corretta disposizione degli impianti.
Telefonia mobile, Wi-Fi, DECT e Bluetooth lavorano a frequenze che vanno da alcune centinaia di MHz a diversi GHz. Qui la grandezza di riferimento è la densità di potenza. Vernici, tessuti e reti schermanti, se correttamente installati e messi a terra, possono ridurre queste radiofrequenze di decine di decibel, ovvero di diversi ordini di grandezza.
La regola pratica è sempre la stessa: prima si misura, poi si sceglie il materiale adatto alla frequenza dominante, infine si verifica il risultato. Solo così la schermatura passa da promessa a dato concreto.